Le radici del Palio

Il Palio di Mendrisio è una manifestazione che ha per protagonisti gli asini e che si tiene ogni anno nel mese di settembre.

Malgrado il nome dal sapore medievale, il Palio è una manifestazione nata nel 1983, la quale prende forma nella mente di alcuni esponenti della Casa della Gioventù un caldo pomeriggio di fine estate.

Ne è ispiratore e fondatore Giancarlo Bernasconi con gli amici Adriano Molteni ed Egidio Croci. Dopo un frenetico e laborioso periodo di gestazione, nel corso del quale vengono approntate le risorse materiali e finanziarie, ideati i numerosi giochi goliardici e concepita la classica corsa degli asini come momento topico dell’intera manifestazione, il 17 settembre del 1983 vede la luce, all’ombra del quattrocentesco ex convento dei Serviti, “Il Palio di Mendrisio” seppur in forma sperimentale. Il debutto avviene un po’ in sordina ma il Palio pia- ce da subito alla gente che vi partecipa con vivo entusiasmo. Si decide per- ciò di riproporlo l’anno successivo, dove vengono pure tracciati i confini dei cinque Rioni di Mendrisio (Cantun Uri, Curubiell, Vila Furesta, Vignuu e Brecch).

Nel 2002 la kermesse ha festeggiato il traguardo dei vent’anni con tutti gli onori diventando così maggiorenne a tutti gli effetti. Nel 2003 Salorino si aggrega alla numerosa famiglia del Palio e diventa il sesto Rione con il no- me di Salurin.

I Presidenti

1983 – 2003
Giancarlo Bernasconi

2004 – XXXX
Nicola Di Ludovico

XXXX – 2016
Fabrizio Molteni

2017 – 2018
Patrick Valtulini

2019 ad oggi
Alessandro Polo

I Rioni di Mendrisio

RIONE CANTON URI

Nell’Ottocento, quando la politica si faceva… a colpi di fucilate (tanto per ripetere una frase dell’ “Ottocento ticinese” in un programma della TSI tempo fa) furono coniati i caratteristici soprannomi dal sapore satirico e con uno sfondo bonale-spregiativo che mette in evidenza debolezze e vizi dei concittadini. Così è nato il termine “uregiatt” e “paulott” affibbiato dai liberali agli avversari politici più intransigenti. Nella Mendrisio ottocentesca i partiti politici erano contraddistinti anche da una collocazione fisica: nella zona nord, gravitante sul nucleo storico, risiedeva la maggioranza conservatrice, mentre dalla Piazza in giù, nella zona sud che faceva capo alla Piazzetta del Voltone (ora Borella) abitava la maggioranza liberale. Nell’epoca della “Svizzera dei radicali” i Cantoni primitivi e particolarmente il Canton Uri, deteneva saldamente la maggioranza assoluta conservatrice. Da qui il paragone tra il Canton Uri ed il quartiere della contrada vecchia (attuale via Nobili Rusca) dove abitava la stragrande maggioranza delle famiglie appartenenti al partito conservatore. E nato così l’appellativo di “Cantun Uri” alla zona del Borgo a maggioranza conservatrice. Al tempo stesso però il Cantun Uri stava a rappresentare il primitivo quartiere del borgo, attorno al quale si sarebbe sviluppato il futuro Borgo di Mendrisio, così come dal primitivo Canton Uri si sarebbe in seguito formata la Svizzera.

RIONE CURUBIELL

È una storpiatura del noto “Carrobbiello” milanese: la strada dove si facevano correre i carri. La strada del “Carubiell” tra la Piazza del Ponte ed il Palazzo Pollini, presenta, nella seconda parte, una rilevante salita per superare la quale occorreva far prendere la rincorsa al cavallo. In particolare i carrettieri della Valle di Muggio che portavano la legna al piano, arrivati in Piazza del Ponte “mollavano la serraglia del carro” e con frustate e tanti “üi-üi” aizzavano il mulo a prendere la rincorsa per superare la salita fino a Palazzo Pollini. Da qui è nata l’indicazione di “Carubiell” alla strada dove si facevano correre i carri. Sul finire dell’Ottocento, in occasione della prima denominazione ufficiale delle strade, si diede il nome di Corso Bello alla strada ritenuta allora la … più bella del Borgo, o fors’anche come liberissima traduzione in italiano di Carubiell.

RIONE VILA FURESTA

Sta al posto dell’antico toponimo del “Barnasch”. Verso il 1890 il concittadino Alfonsito Bernasconi fu Juan, arricchitosi in Argentina, acquistò i terreni del “Barnasch” per costruire una lussuosa villa che la gente di Mendrisio denominò subito “Vila Furesta” per indicare una costruzione sorta nel bel mezzo della foresta, in una zona completamente disabitata. Il “sciur Funsin” fece costruire nei pressi della villa anche un laghetto, ora prosciugato, sfruttando le numerose sorgenti esistenti in quella zona. In seguito alla costruzione del Manicomio (1898) il Bernasconi cominciò a lamentarsi perché, diceva lui, si “sentivano gridare i matti”. Indispettito si trasferì quindi a Varese in una grande villa costruita sulla strada per il Sacro Monte e vendette di conseguenza la lussuosa residenza di Mendrisio all’ing. Agostino Nizzola. Quando in seguito il Nizzola vendette parte di questi terreni, nella zona sorsero altre case d’abitazione così da creare infine un quartiere residenziale tra i più belli del Borgo.

RIONE VIGNUU

La cultura della vite nei nostri paesi risale a millenni fa. Si dice che la prima chiesa di Mendrisio fosse edificata su un rudere di un tempio pagano dedicato a Bacco (attuale zona della piazzetta Lavizzari) a dimostrazione di come i nostri lontani antenati tenessero in considerazione la coltivazione della vite. Un tempo tra Mendrisio e Capolago era tutto un susseguirsi di vigneti, dalla strada regina al margine del bosco alle pendici del Monte Generoso.

A partire dal 1724 furono poi edificate le cantine per la conservazione del vino prodotto dai vicini vigneti. Il toponimo di “Vignuu” sta appunto ad indicare la zona ricca di vigneti. Cosi pure “Vignalunga” indica i terreni dai lunghi filari di viti ivi esistenti. Questi terreni facevano parte dell’antica “Masseria di Faturitt” (già di proprietà dell’OBV) sita in via Municipio ed abbattuta negli anni quaranta.

RIONE BRECCH

È un vecchio toponimo caduto in disuso e sostituito dall’indicazione “Staziun” per indicare quella zona. Infatti prima dell’avvento della ferrovia i Borghigiani dicevano “nemm gió in di praa da Brecc” per indicare i terreni ove sorse la Stazione ferroviaria. Al di là di “Praa da Brecc” c’erano i campi delle “Rime”, terreni a strisce parallele, strette e lunghe, appunto come rime (come fessure allungate nel terreno). Questa zona, inizialmente agricola, mutò fisionomia con l’avvento della stazione che, sulla tratta principale Chiasso – San Gottardo – Svizzera interna, indusse molte industrie ad installarsi nelle vicinanze.

RIONE SALURIN

È la soleggiata soglia del Generoso, raggiungibile a piedi con un ripido salto tra la collana di ville costruite tra l’Ottocento e oggi, oppure serpeggiando tra le selve ombrose, le tracce di vecchie cave, le ultime vigne. Il delizioso villaggio (così stretto e fitto che la chiesa dall’ampio armonioso portico è fuori dal nucleo) dal 2004 è ufficialmente integrato nel nostro borgo.